Roma, 27 gennaio 2007. - ANCHE GLI ITALIANI cercano una seconda vita . Non è importante che lo facciano in Rete iscrivendosi a Second Life ( www.secondlife.com), uno dei più noti giochi di ruolo di massa on line nato nel 2003 dalla società Linden Lab, e non partendo con la valigia di cartone in cerca di fortuna. Il concetto non cambia.
«E il limite fra virtuale e reale spesso è più labile di quanto appaia», dice il 27enne torinese Fabio Zanchetta, laureando in Scienze della Formazione indirizzo Multimediale, che sul fenomeno di Second life (quasi 3 milioni di utenti registrati ndr) sta scrivendo la tesi.
Primo passo: iscriversi (due le alternative: free, cioé gratuita e premium che permette con dieci dollari al mese di avere soldi da spendere in Second Life) e costruirsi un avatar (il personaggio che rappresenta il giocatore) da tesista di nome Thesis Vansant.
Secondo: frequentare i forum di Second Life Italia (www.secondlifeitalia.com), un sito ad hoc per gli abitanti del Bel Paese dove interagire e chiedere informazioni sul gioco. E da qui cominciare a sviluppare il suo progetto: «Riprodurre su SL (così viene chiamato dagli aficionados, ndr) il polo universitario di Torino e la segreteria del mio corso di laurea». Impossibile? Macché.
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