Gli scienziati sono riusciti, osservando le immagini uscite dagli scanner, a prevedere le intenzioni dei soggetti in oltre 70 per cento dei casi.
"Usando gli scanner, siamo riusciti a cercare e trovare nel cervello la risposta alla domanda che ponevamo ai volontari sottoposti alla ricerca, ottenendo informazioni che sono altrimenti inarrivabili. "E' stato come accendere una torcia nel buio e agitarla alla ricerca di una scritta su di un muro", dice il professore John-Dylan Haynes che ha condotto le ricerche. Questo progetto scientifico si basa su di uno studio precedente che tentava di localizzare nel cervello e identificare l'attività neurologica legata e precedente a comportamenti violenti, pregiudizi razziali o racconti inventati e falsi.
Il primo pensiero va al film "Minority Report" di Steven Spielberg, in cui si arrestavano criminali poco prima che commettessero un omicidio. Era in quel caso il loro cervello a tradirli, e la trama sembrava nel 2002 assai futuristica. Le applicazioni all'ambito criminale suscitano già adesso preoccupazioni: "Queste tecniche sono emergenti, ma dobbiamo porci già adesso un dibattito di natura etica, sull'utilizzo dei risultati ottenuti; al fine di non trovarsi impreparati il giorno in cui questi metodi saranno a punto. Mancano solo alcuni anni prima che queste scoperte entrino a far parte della nostra vita quotidiana" ha dichiarato il professor Haynes al Guardian, che prosegue:"Questa tecnica, oltre che incolpare i futuri criminali, potrebbe anche scagionarne migliaia" Segue alla pagina 3