ROMA - La loro casa è la Stazione di Milano, ma è dal web che si affacciano per far sapere che esistono. Sono i clochard diventati blogger, un po' per ispirazione un po' per necessità, che si raccontano sul sito Non superare la linea gialla (http://stazionemilano.splinder.com) per uscire dall'invisibilità.
Alle spalle del sito un gruppo di barboni che scrive ogni volta che ha voglia, aggiornando lo spazio con le possibilità e il ritmo che la vita scomposta e casuale di un senzatetto consente loro. Il risultato è un mosaico di poesie, sfoghi, dialoghi e riflessioni che difficilmente troverebbero ascolto altrove.
Internet come porto sicuro. Alcuni hanno scelto di vivere in strada, altri ci sono finiti per caso. Comunque sia, la rete aiuta tutti ad abbattere la barriere del pregiudizio che spesso impedisce a molti di loro di confrontarsi con le persone "normali", quelle cioè che corrono dietro a vite più sicure ma frenetiche, quelle che normalmente li evitano. E' per questo che i clochard come Victor, tra gli autori dei post, si sono attrezzati per raccontarsi online: alcuni di questi "vagabondi" hanno persino un computer, regalato da volontari, con il quale riescono a collegarsi a internet, ora qui ora lì, sfruttando anche i nodi Wi-Fi della stazione. Altri si appoggiano a un internet point o più semplicemente affidano il propri pensieri a bigliettini di carta, quasi dei messaggi in bottiglia che, non si sa come, alla fine riescono ad arrivare nelle mani di chi può digitare da casa al posto loro. Segue alla pagina 2