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Novità dal mondo web
"Pagamento a risultato ottenuto"
STANLEY NEL DESERTO - La sfida urbana è molto più complessa di quella nel deserto. Il responsabile del progetto Norman Whitaker sintetizza così la differenza tra le due sfide: «la sfida attuale consiste nel passare dalla percezione dell’ambiente esterno alla sua comprensione». Se nel deserto infatti qualsiasi ostacolo veniva aggirato, nelle strade trafficate il cervello delle auto dovrà essere in grado di distinguere tra gli oggetti, quali sono ostacoli fermi e quali in movimento e come reagire di fronte a diversi problemi.
JUNIOR IN CITTÀ - Lo stesso team che ha vinto la prova sul deserto ha presentato un modello modificato di una Volkswagen (questa volta una Passat) battezzata «Junior» dotata di una visione panoramica a 360 gradi e tridimensionale grazie a sei telecamere montate a bordo, il Gps e dai raggi laser che scandagliano il mondo circostante. Sebastian Thrun capoprogetto della squadra di Stanford è sicuro che presto ci abitueremo a viaggiare passivamente guidati dalle nostre autovetture. «Oggi possiamo percorrere circa 160 km senza intervento umano, entro il 2010 saremo in grado di percorrerne 1600, e per il 2020 1 milione e 600mila km» ha affermato all’intervistatore di Vnunet . Il «sistema operativo» di Junior è già quattro volte più potente di quello di Stanley.